Roma 1960. Le Olimpiadi come strumento di «pacifica convivenza dei popoli»
Rome 1960. The Olympic Games as an instrument of the «Peaceful coexistence of peoples»
Parole chiave:
Roma 1960, XVII Giochi Olimpici, Diplomazia culturale , Soft power, Guerra Fredda, Italia repubblicana , Rome 1960, XVII Olympic Games, Cultural Diplomacy, Cold War, Republican ItalyAbstract
Il contributo analizza le Olimpiadi di Roma del 1960 come uno strumento di diplomazia culturale e di soft power nel contesto della guerra fredda. Attraverso l’esame delle iniziative promosse dalle istituzioni italiane, dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dalla Chiesa cattolica e dalle principali forze politiche, il saggio evidenzia come i Giochi siano stati presentati quale occasione di dialogo internazionale, promozione della pace e riaffermazione dell’identità democratica dell’Italia repubblicana. Pur in presenza delle contraddizioni determinate dalla contrapposizione tra i blocchi e dalle dinamiche della politica interna, le Olimpiadi contribuirono a rafforzare l’immagine internazionale del Paese, favorendo la costruzione di una nuova reputazione fondata sui valori dell’olimpismo, della cooperazione tra i popoli e della modernità.
This article examines the 1960 Rome Olympic Games as an instrument of cultural diplomacy and soft power within the context of the Cold War. Drawing on the initiatives promoted by the Italian government, the Italian National Olympic Committee, the Catholic Church, and the country’s major political actors, it argues that the Games were presented as an opportunity to foster international dialogue, promote peace, and reaffirm the democratic identity of Republican Italy. Despite the contradictions arising from East-West rivalry and domestic political tensions, the Rome Olympics significantly enhanced Italy’s international standing, contributing to the construction of a renewed national image based on the values of Olympism, cooperation among peoples, and modernity.