Pubblicazioni

6) Silvio Berardi, Giuliano Caroli, Giampaolo Malgeri (a cura di), Tra storia internazionale e diplomazia parallela. Scritti in onore di Gianluigi Rossi, presentazione di Eugenio Gaudio, 2021 (ISBN: 978-88-255-3673-7)

 

Il volume raccoglie gli scritti in onore di Gianluigi Rossi, Professore Emerito di Storia delle Relazioni Internazionali presso la Sapienza – Università di Roma. Allievo di Giuseppe Vedovato, dal 1998 è stato componente della Commissione per il Riordinamento e la Pubblicazione dei Documenti Diplomatici Italiani del Ministero degli Affari Esteri. Il professor Rossi è stato Preside, dal 2008 al 2010, della Facoltà di Scienze Politiche de la Sapienza e dal 2010 al 2012 di quella di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione. Direttore scientifico, dal 2016, della Rivista «Europea», il professor Rossi ha concentrato la sua attività di ricerca, tra l’altro, sulla decolonizzazione dell’Africa italiana, sulle relazioni italo–libiche e sul processo di integrazione africana.

5) Martino Lo Cascio, Mauro Aliano, Draghi a Rimini. Note e letture al contorno sull'Europa, il villaggio globale e il buon samaritano, 2020 (ISBN: 978-88-255-3914-1)

Questo volumetto racconta del realismo un po’ kantiano di Mario Draghi e della caleidoscopica parabola dell’altro, il buon samaritano, come ce lo racconta Papa Francesco, nel passaggio tra il prima e il dopo pandemia (before the pandemic, b.p., e after pandemic, a.p., nello swahili del villaggio globale, suggerito dal Times). Il discorso secco e nitido di Draghi a Rimini viene riportato, con note e letture d’accompagno, alla moda dei vecchi sussidiari; il cuore oltre l’ostacolo - quello dello spettro per l’Europa dello schiaffo all’altro da sé - gettato dall’ex Presidente della BCE viene coniugato utilizzando frasi estratte, come fior da fiore, dalla lettera/enciclica “Fratelli tutti”. I destinatari sono i giovani d’età o di spirito. I primi con l’ansia di Icaro, i secondi con la perseveranza di Sisifo.

4) Luigi Scoppola Iacopini, I «dimenticati». Gli Italiani in Libia. Da colonizzatori a profughi 1943-1976, presentazione di AnnaMaria Cancellieri, prefazione di Gianluigi Rossi, 2020 (ISBN: 978-88-255-3438-2)

I "dimenticati": gli Italiani in Libia : da colonizzatori a profughi,  1943-1976 - Luigi Scoppola Iacopini - Google Books

Il lavoro cerca di prendere le distanze da una visione sostanzialmente auto assolutoria del colonialismo italiano, quando non addirittura encomiastica come durante l’età liberale e il fascismo, e altrettanto da quella opposta di pura e semplice condanna emersa dalla fine degli anni Sessanta in poi. Il libro è il frutto di ricerche archivistiche, in cui sono stati consultati documenti inediti dell’Archivio centrale dello stato, dell’Archivio storico dell’Eni, dell’Archivio storico diplomatico del ministero degli Affari esteri del fondo Andreotti presso l’Archivio dell’Istituto Luigi Sturzo, dell’Archivio storico e fotografico dell’Associazione degli italiani rimpatriati dalla Libia e, infine, dell’Archivio diaristico di Pieve S. Stefano. In sostanza si tratta del primo vero e proprio lavoro scientifico incentrato esclusivamente sulla collettività italiana in Libia nel secondo dopoguerra, la cui periodizzazione si basa sul termine a quo del 1943 con l’inizio dell’occupazione militare britannica, e termina con quello ad quem del 1976, quando Gheddafi diventa ufficialmente uno degli azionisti della principale industria italiana, la Fiat. In questi poco più di trent’anni la comunità italiana vedrà un continuo assottigliamento delle proprie file fino alla sua definitiva cacciata nel 1970 e farà registrare un’alternanza della propria percezione della realtà tra alti e bassi, a seconda dell’andamento della politica interna della Libia e delle relazioni tra quest’ultima e l’Italia.

3) Matteo Antonio Napolitano, Verso l'Europa unita. Il percorso politico-istituzionale di Giulio Bergmann, prefazione di Silvio Berardi, 2020 (ISBN: 978-88-255-3285-2)

Il percorso politico–istituzionale di Giulio Bergmann si snoda su un ampio arco temporale, compreso tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del Novecento. Il volume, senza trascurare le vicende biografiche e la contestualizzazione del suo operato all’interno della vita pubblica italiana, intende gettare luce in particolare sull’impegno del repubblicano milanese per un’Europa libera, federale, progressista e integrata sul piano economico. Tra Roma e Strasburgo, il punto fermo fu la volontà di costruire, nel clima acceso del bipolarismo, un’Europa indipendente e autonoma, foriera di stabilità e prosperità dopo le profonde divisioni portate dalla Seconda guerra mondiale.

2) David Duarte, Giangiacomo Vale (ed. by), Catalonia, Iberia and Europe, 2019 (ISBN: 978-88-255-2855-8)

Can Iberian Studies contribute to the political and cultural debate on European integration? What does the ongoing Catalan crisis teach us about the impact of regional and national claims for self–determination on the European project? And, finally, how both Iberian Studies and the Catalan crisis contribute to the rethinking of the European integration process? The recent events in Catalonia have brought to light the very European question regarding the creation and consolidation of a multi/transcultural political community, opening thus the path to consider the Iberian Peninsula as a microcosm of Europe, as well as the ideal laboratory to explore different solutions to the problem of coexistence of several national entities within the same political organization.

1) Silvio Berardi, Mary Tibaldi Chiesa. Tra integrazione europea e riforma delle Nazioni Unite, presentazione di Gianluigi Rossi, 2018 (ISBN: 978-88-255-1060-7)

Pioniera del processo di integrazione europea, Mary Tibaldi Chiesa Ë stata tra le prime donne italiane a ritenere indispensabile, all’indomani della Seconda guerra mondiale, il superamento della dimensione dello Stato nazionale. L’instaurazione di un ordine basato sulla cooperazione pacifica dei governi necessitava, per lei, di una drastica riforma delle Nazioni Unite. L’ONU poteva divenire l’originario nucleo di una futura assemblea costituente mondiale, che avrebbe dovuto ospitare i rappresentanti di tutti i popoli. Solo attraverso una significativa riforma dello Statuto delle Nazioni Unite potevano essere superate le logiche della Guerra Fredda e poste le basi della futura federazione mondiale.